Il Parlamento italiano e il progetto di destabilizzazione di Cuba

di Fabio Marcelli.

In questi giorni convulsi e angosciosi, mentre si delinea con sempre maggiore nettezza la prospettiva di un catastrofico conflitto mondiale,  che vede il totale appiattimento del sedicente governo italiano sulle posizioni della NATO e dell’amministrazione di Washington, alcuni parlamentari italiani non trovano niente di meglio da fare che dare spazio alle voci della cosiddetta opposizione cubana, anche qui in piena conformità alle direttive emananti dal potere imperiale in declino degli Stati Uniti d’America.

Abbiamo pertanto dovuto assistere all’ennesimo penoso spettacolo. L’occasione è offerta dalla cosiddetta indagine conoscitiva sull’impegno dell’Italia per la promozione dei diritti umani e la lotta al discriminazione, nel cui ambito si è attuata un’audizione di alcuni cosiddetti dirigenti dell’opposizione cubana.

Costoro hanno di recente presentato una petizione al Parlamento europeo lamentando una presunta violazione dell’Accordo tra Cuba ed Unione europea, chiedendone quindi la sospensione nonché la nomina di un Rappresentante speciale europeo incaricato di vigilare sull’attuazione di tale Accordo.

Il pretesto è offerto dalle manifestazioni svoltesi a luglio e dalle recenti decisioni giudiziarie di condanna di alcuni manifestanti. Si è trattato, com’è noto, del tentativo dei consueti circoli controrivoluzionari allineati alle politiche statunitensi, di destabilizzare Cuba approfittando delle difficoltà indotte dalla pandemia e dal bloqueo che dura da oltre sessant’anni nonostante venga costantemente condannato da praticamente tutta la comunità internazionale.

Di tale tentativo si sono fatti nuovamente promotori, di fronte al Parlamento italiano, alcuni esponenti dell’opposizione cubana, che hanno affermato, come fanno sempre, che a Cuba c’è la dittatura e che sono negati i diritti umani.

La pretesa è quella di imporre a Cuba, come al resto del mondo, i valori occidentali che sarebbero improntati ai principi di libertà di parola e di manifestazione. L’arroganza dell’Occidente da questo punto di vista è infinita.

Anche su questo tema, come su altri, è totale la dissonanza e il contrasto tra il sentimento profondo del popolo italiano e le posizioni assunte dai suoi cosiddetti rappresentanti. I cittadini italiani, infatti, hanno potuto constatare in prima persona l’efficienza delle politiche cubane di tutela della salute, ricevendo nei momenti più acuti della pandemia la solidarietà fattiva delle brigate mediche cubane.

E’ noto altresì come la produzione autonoma dei vaccini e le campagne di vaccinazione attuate a Cuba contro il COVID, raggiungendo praticamente la totalità della popolazione. Un successo che non è stato perdonato a Cuba dal governo statunitense e dalle multinazionali farmaceutiche, le quali ultime vedono messo a repentaglio il proprio ingombrante e costoso monopolio in materia di messa a punto e produzione di mezzi essenziali per prevenire la diffusione della pandemia.

Il popolo cubano, che ha recentemente discusso e approvato la sua nuova Costituzione, deve poter procedere sulla strada della propria autodeterminazione senza subire attacchi insidiosi da parte dei settori controrivoluzionari che vorrebbero por fine alle conquiste di oltre sessant’anni di rivoluzione e far tornare Cuba allo stato di colonia statunitense.
Le manifestazioni violente, caratterizzate anche da atti di saccheggio, che si sono svolte a Cuba a luglio, hanno costituito un tentativo di attuare tale disegno conseguendo tale obiettivo. E’ pieno diritto del popolo e del  governo cubano rispondere alla destabilizzazione.

Nel suo intervento conclusivo, la dottoressa Payà, esponente dei movimenti controrivoluzionari, ha fatto esplicito riferimento agli accordi intervenuti tra Cuba e Russia, cercando di mettere a profitto il clima di isteria antirussa scatenato dall’invasione dell’Ucraina e dalla conseguente guerra che minaccia di degenerare in conflitto generalizzato a livello planetario. Payà ha fatto riferimento anche alle presunte ingerenze cubane in Nicaragua e Venezuela ed ha chiesto l’adozione di sanzioni individuali contro esponenti del governo cubano, formulando nei confronti di quest’ultimo accuse addirittura di traffico di esseri umani.

I controrivoluzionari vogliono insomma avvantaggiarsi del clima malsano esistente a livello mondiale, coll’intento di sovvertire il sistema cubano e frenare l’inarrestabile cammino dell’America Latina verso la sua integrazione ed emancipazione dal dominio imperiale.

E’ davvero inquietante e deprimente che il Parlamento italiano, mentre vota il versamento di ulteriore benzina sul fuoco della guerra in Ucraina e l’aumento delle spese militari, si presti a manovre di questo genere.

Occorre mobilitarsi urgentemente per fermare il dilagare della guerra fredda e prevenire il possibile scoppio di quella calda, rilanciando la cooperazione e il dialogo tra Cuba ed Europa, che i gruppi controrivoluzionari vorrebbero sabotare.

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