Venezuela: verso la riconciliazione?

di Fabio Marcelli.

Fallito il tentativo maldestro degli Stati Uniti di ottenere in qualche modo il rovesciamento del legittimo governo instaurando Guaidò alla guida del Paese, il Venezuela bolivariano potrebbe ora entrare in una nuova fase, estremamente positiva, della sua storia.

Sta infatti procedendo, nel consueto disinteresse dei media occidentali, un costruttivo dialogo tra il governo del Venezuela e l’opposizione, formata dai formata dai partiti Movimiento al Socialismo, Cambiemos, Soluciones para Venezuela, Avanzada Progresista a cui, successivamente, si sono aggiunti il partito Esperanza por el Cambio di Javier Bertucci, e il Copei (Comitato di organizzazione politica elettorale indipendente), storica formazione politica venezolana di matrice socialdemocratica che ha dato il suo sostegno al Tavolo.

L’obiettivo è il superamento dell’attuale fase di dualismo istituzionale e la restaurazione di una proficua interlocuzione istituzionale tra potere esecutivo e potere legislativo, nonché l’attuazione di misure urgenti che vadano a beneficio del popolo venezolano nel suo complesso a partire dai suoi diritti più elementari. A tale fine si prevede: il reintegro nell’Assemblea Nazionale del gruppo parlamentare del PSUV e gli altri alleati; la creazione di un nuovo Consiglio Nazionale Elettorale e l’approfondimento delle garanzie elettorali; il rilascio di 60 prigionieri politici; il sostegno bipartisan alla difesa dei diritti sul territorio del Esequibo stabiliti nell’accordo di Ginevra; la sospensione delle sanzioni statunitensi e la creazione di un programma di scambio tra prodotti petroliferi e medicine per mezzo delle Nazioni Unite. Il Tavolo di Dialogo Nazionale ha creato dei Tavoli Tecnici complementari allo scopo di sviluppare gli argomenti accennati: il Tavolo tecnico elettorale, che si orienta verso l’istituzione di un sistema proporzionale, il Tavolo tecnico economico, di sovranità e integrità territoriale e il Tavolo tecnico istituzionale.

Sullo sfondo si delinea il prossimo appuntamento elettorale politico a quattro anni dalle ultime elezioni che videro il momentaneo successo della destra. Si registra inoltre una chiara opzione bipartisan a favore della nazione venezolana nel suo complesso (no alle sanzioni e rivendicazione delle cospicue riserve petrolifere dell’Esequibo).

Fuori da questo contesto sono rimasti, per loro scelta, i partiti cosiddetti del G-4 (Voluntad Popular, Primero Justicia, Acción Democratica, Un Nuevo Tiempo), che insistono in maniera bovina nel loro tentativo di legittimare e screditare il governo. screditandoli e sostenendo che non sarebbero stati rispettati dal governo.

I negoziati erano stati interrotti per circa quaranta giorni, dopo la decisione del governo di abbandonare il tavolo in segno di protesta contro l’inasprimento delle sanzioni statunitensi. Guaidò ne aveva approfittato per affrettarsi a dichiarare il fallimento del negoziato. Nel frattempo, l’Organizzazione degli Stati Americani, aveva dato inizio alla discussione volta all’applicazione del Trattato interamericano di assistenza reciproca (TIAR) alla crisi venezuelana, mediante sanzioni ulteriori ed azioni coercitive.

L’esatto contrario di quanto richiesto con forza dalla comunità internazionale, la quale, fatta eccezione per gli Stati Uniti e qualche loro stretto alleato, vuole che sia invece percorso la strada del negoziato e del dialogo che, come dimostrano i progressi del Tavolo, può dare risultati importanti anche a tempi brevi.

Il tutto dimostra come non sia effimero né strumentale l’attaccamento del governo e di varie forze dell’opposizione venezolana ai principi della democrazia. Una testimonianza importante, nel momento in cui i tragici fatti della Bolivia dimostra come viceversa vi si chi,in nome dei propri materiali interessi, è pronto in ogni momento a calpestare tali principi. Il che pone a tutti, e non solo in America Latina, il problema di dotare tali principi di effettive e robuste garanzie.

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