La farsa del dibattito su Cuba nel Parlamento Europeo

Bruxelles, 7 giugno 2021. Il martedì 8 giugno, il Parlamento Europeo ha indetto un dibattito artificiale su quella che hanno chiamato “la situazione politica e i diritti umani a Cuba”. Se il Parlamento Europeo decidesse di discutere su Cuba, il dibattito dovrebbe necessariamente fare riferimento alla violazione in massa, flagrante e sistematica dei diritti umani dell’intera popolazione cubana, dovuta al blocco economico, commerciale e finanziario genocida, immorale e illegale mantenuto dal governo dagli Stati Uniti contro il nostro paese da quasi 60 anni.

Ci chiediamo se i promotori di questa farsa sarebbero disposti a esigere al governo degli Stati Uniti di revocare questa politica, che, fino alla fine di marzo del 2020, ha rappresentato un danno accumulato all’economia cubana pari a 144.413,4 milioni di dollari. Sono anche disposti a difendere le persone fisiche e giuridiche europee colpite dalla crescente extraterritorialità del blocco? Esigeranno alle loro controparti statunitensi di abrogare la legge Helms-Burton? Potrebbe succedere che chiederanno l’eliminazione delle 243 misure applicate dall’ex presidente Donald Trump, e che l’attuale amministrazione statunitense mantiene in vigore?

È vergognoso che un gruppo di eurodeputati abbia promosso l’inclusione di questo tema nell’agenda del Parlamento Europeo. Gli elettori europei e la comunità internazionale in generale si aspetterebbero obiettività e imparzialità dal legislatore europeo, piuttosto che selettività e doppie morali nell’esaminare le questioni dei diritti umani in un mondo così turbolento, dove ogni giorno si verificano eventi che sconvolgono la coscienza universale, su cui il Parlamento Europeo ha mantenuto e mantiene un silenzio complice e immorale.

Ferisce la dignità umana che questioni come il razzismo, la discriminazione e la crescente xenofobia presente in Europa non siano discusse in modo approfondito dal Parlamento Europeo. Approcci distorti da posizioni di destra offendono profondamente anche quando si valutano situazioni presenti nei paesi dell’America Latina e/o del Medio Oriente. È estremamente scortese e immorale che si scelga di criticare Cuba, un paese che garantisce il diritto alla vita e costituisce un esempio mondiale di solidarietà e cooperazione in materia di salute, istruzione e altri settori cardine dei diritti umani.

Sono chiare le motivazioni politiche alla base di questo spettacolo anti-cubano, promosso in primo luogo da eurodeputati spagnoli che hanno in comune la nostalgia del franchismo e la vocazione golpista e che dimenticano che Cuba ha cessato di essere una colonia spagnola dal 1898. Non prendono in considerazione che il popolo cubano si è liberato per sempre, il 1° gennaio 1959, e in pieno esercizio del suo diritto all’autodeterminazione ha adottato, mediante referendum tenutosi il 24 febbraio 2019, con il voto dell’86,5% degli elettori, una nuova Costituzione in cui è sancito come primo principio che “Cuba è uno stato socialista di diritto e giustizia sociale, democratico, indipendente e sovrano, organizzato con tutti e per il bene di tutti come Repubblica unitaria e indivisibile, fondata sul lavoro, la dignità, l’umanitarismo e l’etica dei suoi cittadini per il godimento della libertà, dell’equità, dell’uguaglianza, della solidarietà, del benessere e della prosperità individuale e collettiva”.

La sua ossessione per Cuba ha una spiegazione: risponde alla stessa agenda di chi, dagli Stati Uniti, ha cercato di rovesciare la Rivoluzione cubana da più di 60 anni. Non possono permettere che esista un popolo che non si pieghi ai loro disegni e che resista a un blocco di ferro, intensificato in modo criminale nel mezzo di una pandemia globale.

E non ammettono neanche che, nonostante tutte le difficoltà, la piccola nazione caraibica è stata in grado di produrre non uno, ma cinque candidati vaccinali, con una capacità produttiva sufficiente per immunizzare l’intera popolazione entro la fine del 2021 e contribuire al processo di vaccinazione in altri paesi in via di sviluppo. Coloro che hanno promosso questo dibattito indecente ometteranno volontariamente questa tremenda azione.

Questi eurodeputati sono determinati a mettere a tacere, nascondere e distorcere l’esempio di Cuba in ogni modo possibile. Per questo, in questo nuovo spettacolo, alcuni membri del Parlamento Europeo cercheranno di presentare una realtà sconosciuta a milioni di cubani; ma questo monopolizza spesso i titoli della grande stampa egemonica globale e a cui fa eco la stampa di Miami e i media mercenari che la sostengono.

Come ha sostenuto nella sua denuncia la Commissione per le Relazioni Internazionali dell’Assemblea Nazionale del Potere Popolare: “Non ci stupiamo di simili azioni, sono tipiche della doppia morale che le motivano, dei doppi standard che le caratterizzano”.

Questa manovra anti-cubana ha anche lo scopo di ostacolare le relazioni bilaterali tra Cuba e l’Unione Europea e indebolire l’attuazione dell’Accordo di Dialogo Politico e di Cooperazione tra Cuba, l’Unione Europea e i suoi Stati membri. I promotori di questa deplorevole farsa e di questa deprecabile manovra politica sono pienamente consapevoli che l’Accordo viene attuato in modo positivo e che esiste una chiara volontà politica delle Parti di continuare a creare ponti tra i nostri popoli e i nostri governi attraverso di questo, nonostante le differenze esistenti, e in piena aderenza alle basi e ai principi sanciti nell’Accordo e approvati dal Parlamento Europeo nella sua risoluzione di consentimento del 5 luglio 2017.

Con tali azioni, i promotori di questa farsa, e coloro che la sostengono, l’unica cosa che otterranno è screditare ulteriormente l’immagine della cosiddetta casa della democrazia europea. Il popolo cubano continuerà a decidere sul proprio destino, senza nessuna interferenza, in modo libero, indipendente e sovrano.

(Cubaminrex-Ambasciata di Cuba a Bruxelles)

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