Venezuela: checché ne dicano Stati Uniti e Ue, con Maduro ha vinto la democrazia

di Fabio Marcelli – Giurista internazionale.

Non c’è Paese al mondo che abbia subito negli ultimi anni un più feroce e intenso attacco da parte dei poteri forti internazionali. Un attacco che si è sviluppato a vari livelli:

1. Politico, con il tentativo di isolamento promosso con il rovesciamento dei governi progressisti nel resto dell’America latina e le sanzioni immotivate da parte di Stati Uniti ed Unione europea.

2. Economico, con una vera e propria guerra ai ceti popolari portata avanti mediante la manipolazione del tasso di cambio, i giudizi negativi politicamente motivati di agenzie di rating ed entità finanziarie, l’imboscamento di beni essenziali da parte dei settori privati che ancora controllano troppa parte dell’economia nazionale.

3. Mediatico, con la costruzione di vere e proprie campagne a base di fake news e la sottolineatura costante di veri e presunti aspetti critici della situazione.

4. Tendenzialmente anche militare con la costante minaccia di interventi “umanitari” da parte dei Paesi circostanti e degli Stati Uniti in prima persona.

Non c’è Paese al mondo che abbia vissuto negli ultimi 20 anni una più intensa stagione democratica, con oltre 20 appuntamenti elettorali di vario genere, la messa a punto di un sistema di votazione a doppia verifica (elettronica e cartacea) che Jimmy Carter ha definito il migliore del mondo, l’iscrizione nelle liste elettorali di milioni di cittadini, poveri o residenti nelle zone marginali del Paese che fino ad allora erano rimasti esclusi.

Domenica 20 maggio il Venezuela ha ribadito tale vocazione democratica nonostante il feroce e intenso attacco di cui sopra. Oltre otto milioni di venezuelani si sono recati alle urne e hanno espresso a larga maggioranza (quasi il 70%) appoggio al presidente uscente Nicolas Maduro. Secondo le stime ufficiali, l’affluenza è stata pari al 46% dato che hanno votato 9.132.655 elettori su venti milioni e mezzo di iscritti. Certamente una parte di tale astensione è dovuta alla scelta del boicottaggio da parte dell’opposizione sfascista, ma non è ovviamente possibile quantificare tale elemento. Chi decide di non partecipare a una competizione democratica ha sempre torto. Infondate mi paiono le accuse di brogli e mancanza di garanzie. Peraltro in percentuale le adesioni a Maduro corrispondono al 31,7%, più di Trump (25,3%), di Macri (26,8%), di Santos (23,7%) che di altri “campioni di democrazia”.

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