I membri dell’opposizione se la prendono colla comunità cubana in Italia

di Fabio Marcelli.

Il 10 luglio gli oppositori cubani si sono incontrati in piazza dell’Esquilino con lo scopo di commemorare il primo anniversario dell’11J o, come lo chiamano, il “giorno dell’insurrezione”.

Come in precedenti occasioni, hanno avanzato rivendicazioni e proteste contro l’attuale governo e a favore dei presunti prigionieri politici, scagliandosi in modo particolare contro l’attuale presidente dell’Associazione Italia-Cuba Marco Papacci.

In contrapposizione a tali propositi, la solidarietà italiana verso Cuba ha levato la propria voce voce in difesa dell’isola, alla quale danno ogni giorno segni di amore e gratitudine.

Secondo il quotidiano comunista digitale Contropiano, gli italiani “continueranno a vigilare e a contrastare i fascisti al soldo di Washington, riaffermando il sostegno incondizionato all’eroico popolo cubano, al Partito Comunista di Cuba e al Movimento 26 luglio, fari della nuova umanità».

Come se non gli fossero bastati i precedenti fallimenti la prima sconfitta, ieri circa 16 noti oppositori sono tornati nelle vicinanze dell’ambasciata cubana a Roma.

Destando la loro sorpresa le autorità italiane hanno impedito qualsiasi avvicinamento alla sede diplomatica. Era ovvio che le forze dell’ordine avrebbero agito in tal modo impedendo le provocazioni.

Il piano degli oppositori è fallito, dato che il fattore sorpresa si è rivoltato contro di loro e, frustrati, i leader della protesta hanno accusato i cubani residenti a Roma e in Italia, definendoli codardi e, con il morale a terra, hanno abbandonato la piazza.

Decisiva è risultata la presenza di militanti comunisti determinati a difendere la Rivoluzione e la memoria di Fidel Castro. Il popolo italiano è in grado di capire che i problemi che Cuba sta vivendo  sono una diretta conseguenza del blocco e che, nonostante tutto, Cuba continua a inviare brigate mediche in ogni angolo del mondo per solidarietà nei  confronti di coloro che sono colpiti dalla pandemia.

È veramente triste vedere i membri dell’opposizione prenderla con  il loro governo, anziché unirsi alla protesta contro l’unico nemico che Cuba ha oggi, il blocco degli Stati Uniti.

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