Guaidó e i suoi killer a contratto: una vicenda davvero ignobile

di Fabio Marcelli.

“Contratto per uccidere” fu il titolo di un cult-movie della prima metà degli anni Sessanta, diretto da Don Siegel e tratto dall’omonimo racconto di Ernest Hermingway. Fu peraltro l’ultima occasione per una comparsata di Ronald Reagan, presto destinato a calcare ben altre scene.

Il testo del “contratto” tra l’impresa di mercenari Silvercorp e alcuni settori dell’opposizione venezolana va oltre ogni immaginazione cinematografica e dà concreta sostanza a prospettive distopiche degne piuttosto della fantascienza più catastrofica che del cinema poliziesco.

Alla vicenda, che ha dell’incredibile, ha dedicato vari articoli il prestigioso quotidiano statunitense Washington Post, che ha pubblicato integralmente il testo del “contratto”. https://www.washingtonpost.com/context/read-the-attachments-to-the-general-services-agreement-between-the-venezuelan-opposition-and-silvercorp/e67f401f-8730-4f66-af53-6a9549b88f94/

Con esso l’impresa Silvercorp si impegna nei confronti dei suoi mandanti dell’opposizione venezolana, dietro pagamento di determinate somme, a compiere atti criminali sul territorio venezolano, procedendo all’eliminazione fisica di leader politici ed istituzionali quali lo stesso presidente della Repubblica Nicolas Maduro.

Sul versante dell’opposizione hanno firmato il “presidente” fantoccio Juan Guaidó e il suo sottopancia Sergio Vergara, registrato nel momento della firma da esponenti della stessa Silvercorp, in particolare Jordan Goudreau, ed altri. https://www.youtube.com/watch?v=yLRakS7159Y&feature=youtu.be.

Il testo consta di 42 pagine. Il “contratto” disciplina la cattura, arresto ed eliminazione del Presidente Maduro, della Vicepresidente Delcy Rodriguez, di Diosdado Cabello e di altri funzionari di alto livello, nonché il rovesciamento del “regime” e l’installazione di Guaidó alla Presidenza. Il tutto, chiavi in mano, per la modica somma di 212 milioni 900.000 dollari, di cui 1.500.000 in anticipo. 495 giorni la durata prevista data l’indubbia complessità delle operazioni previste. A garanzia dei killer si prevede la continuazione dei “lavori” anche in caso di “rimozione” di Maduro da parte di qualcun altro.

L’ingente somma viene fornita da un consorzio di investitori privati che, in cambio, otterranno un cospicuo interesse da parte di Guaidó, pari a ben il 55% della somma prestata, nonché un diritto di prelazione sugli affari  che lo stesso Guaidó si impegna a concedere una volta installato nelle stanze del potere venezolano dagli assassini.

La catena di comando prevede al vertice lo stesso Guaidó, poi Vergara, Rendón e “un comandante sul terreno da designare”.

Silvercorp è autorizzata a scatenare attacchi contro obiettivi militari, ma anche civili, in particolare infrastrutture economiche e vie di trasporto e comunicazione. Potrà essere utilizzato ogni tipo di arma, comprese le mine antipersona (vietate da una Convenzione internazionale da vari anni) e potranno essere uccisi i prigionieri senza alcuna limitazione. Guaidó, peraltro, si impegna a tenere indenne la Silver Corporation e il governo degli Stati Uniti da ogni causa civile che venisse intentata contro di essi da chi subisse danni dall’operazione. Lo stesso Guaidó si impegna a risarcire con somme notevoli i familiari di mercenari che dovessero essere colpiti durante l’operazione.

Insomma, un documento davvero scioccante, che andrebbe studiato a fondo nelle scuole e nelle Facoltà di Giurisprudenza e che gli storici del futuro, se mai ve ne saranno, studieranno scrupolosamente per dimostrare l’infimo livello di moralità e il cinismo agghiacciante delle forze imperialiste nell’epoca di Donald Trump.

Per molto meno, non vi è Stato del mondo che non esiterebbe ad arrestare e chiudere in un carcere di massima sicurezza coloro che, come Guaidó e i suoi accoliti, complottano in modo così sfacciato contro un governo legittimo e un intero popolo.

Ma la reazione del popolo e del governo venezolano è affidata, com’è stato finora, alla tranquilla ed efficace forza di reazione che ha consentito di sventare ogni attacco (l’ultimo domenica scorsa) ed ogni complotto.

Quanto a Guaidó, sempre più isolato e impresentabile, si agita scompostamente, sconfessato da settori sempre più ampi dell’opposizioni venezolana, per dimostrare ai suoi padrini statunitensi e internazionali che costituisce un affidabile destinatario degli ingenti finanziamenti che gli vengono riservati e che si immagina siano a questo punto l’unica cosa cui è veramente interessato.

Enormi e da condannare anche le responsabilità del governo colombiano di Ivan Duque e del suo reale ispiratore Uribe, che da troppi anni si presta a fungere da retrovia dei mercenari, terroristi ed assassini.

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